Incontri con i familiari

Per una presa in carico globale, il percorso prevede un coinvolgimento attivo del nucleo familiare di appartenenza, attraverso colloqui di sostegno psicopedagogico ed eventuali percorsi terapeutici. Qualora fosse utile o necessario, sono oggetto di lavoro esplorativo e sostegno anche altre relazioni significative preesistenti all’ingresso alla comunità.

La collaborazione dei familiari al progetto di intervento in comunità è considerato elemento determinante. Non è ritenuto infatti sufficiente il solo consenso al trattamento da parte dei familiari del futuro ospite, ma è richiesta loro una partecipazione e condivisione del progetto terapeutico.

La famiglia non è un recipiente passivo, ma un sistema intrinsecamente ATTIVO. Quindi ogni tipo di tensione, sia essa originata da cambiamenti all’interno della famiglia, come dall’esterno, verrà a gravare sul sistema di funzionamento e richiederà un processo di adattamento, cioè una trasformazione costante dei rapporti. Questo mutamento deve essere capace di mantenere la continuità della famiglia da un lato, e consentire la crescita dei suoi membri dall’altro.

È proprio in occasione di mutamenti o pressioni interne o esterne di particolare entità che possono sorgere gran parte delle patologie. Il disturbo alimentare e la sofferenza che porta non resta circoscritta all’individuo, ma coinvolge anche la famiglia, che spesso vive un forte senso d’impotenza e frustrazione. E’ fondamentale che i genitori o i familiari di chi soffre di un disturbo alimentare ricevano strumenti e supporto. L’obiettivo è che la famiglia partecipi ad un percorso evolutivo parallelo a quello dei figli, evitando possibili meccanismi automatici regressivanti.

La comunità prevede un percorso di accompagnamento e supporto per i familiari che permetta di:

  • Affrontare insieme difficoltà comunicative all’interno della famiglia e rispetto alla patologia
  • Imparare a gestire i pasti a casa e tutte le situazioni maggiormente ansiogene che si creano in famiglia
  • Dare nuovi strumenti alla famiglia per poter fronteggiare situazioni ed emozioni dolorose
  • Offrire uno spazio che permetta di esprimere ed elaborare i propri vissuti
  • Dare spazio a tematiche relative al carico familiare, all’adolescenza, al ciclo di vita familiare
  • Indagare il funzionamento delle famiglie, le vicinanze o distanze emotive, i confini, gli stili comunicativi
  • Consentire una maggiore comprensione della fenomenologia dei disturbi psichiatrici, che consenta ai familiari di raggiungere un atteggiamento più consapevole e responsabile nei confronti della dimensione esistenziale della sofferenza dell'ospite, ma anche dei cambiamenti e miglioramenti intervenuti nel percorso comunitario per fare in modo che le loro risposte siano sempre più adeguate e coerenti a tali cambiamenti
  • Aiutare i genitori a vedere oltre la malattia delle propri figli